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io, gli altri e il cinema


Diario


17 aprile 2007

I cento chiodi

“…E per scoprire la verita’ bisogna tornare alle origini…” e’ la sola idea che si libera da cento libri inchiodati e che spinge Olmi alle origini del suo cinema che torna ad essere documentario, rappresentazione del mondo contadino e di una religisita’ intesa come creazione di solidarieta’ e legami. Un professore di filosofia sceglie la via dell’esistenzialismo ovvero dell’essere fuori da se stesso, in latino ex sistere, spogliandosi della sapienza e dei suoi moderni surrogati. E la sua ricerca diventa il pretesto di Olmi per mostrare un mondo dimenticato e per questo sopravvissuto sino ad oggi. Tra le anse del Po ha trovato linfa vitale e protezione “l’ultima” comunita’ contadina che accoglie il vagabondo e lo assurge a suo Salvatore, Cristo involontario e alienato da una vita che definisce di carta. In una didascalia di immagini, lasciate all’arbitrio della nostra percezione, l’incontro si fa metafora della genesi della cristianita’ e del Cristo a cui Olmi risconosce il ruolo di guida spirtituale nella conservazione dell’armonia tra Uomo e Natura. Eversivo e’ l’insegnamento, come confessa il Cristo al moderno centurione e come lo stesso Olmi vorrebbe che torni ad essere il cristianesimo nel contrastare l’idea dominante del profitto. Si infrange nella prassi questo impianto teorico se a diventare strumento di eversione e’ il bancomat, Giuda moderno del nostro salvatore, da contrappore ai soprusi di questo mondo.




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Il nostro e' un paese
senza memoria e verita',
ed io per questo
cerco di non dimenticare.

(Leonardo Sciascia)






 





























































































































































































Le foto di Alfredo da un mondo lontano.....

 http://xoomer.alice.it/alfak/







































Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

(Soldati, Giuseppe Ungaretti)



























I miei quadri non rappresentano
il sogno di un popolo
ma quello dell'umanita'.
Dipinti affinche'
gli uomini cerchino
di trovarvi una certa pace
una certa spiritualita'
una religiosita'
un senso della vita.

(Marc Chagall)













































































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