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Le vite degli altri

Nella DDR raccontare una barzelletta su Honecker poteva essere assai pericoloso, piu’ di 300.000 erano i custodi “ della sicurezza e della felicita’ ” del popolo. In uno scenario di orwelliana memoria, non a caso siamo nel 1984, lo scrittore Georg Dreyman e la sua compagna Christa-Maria, affermata attrice teatrale, sono sorvegliati fin nell’intimita’ del letto da HGW XX/7, acuto e glaciale agente della Stasi alla ricerca di un elemento che provi il tradimento dell’intellettuale. Privato di emozioni e desideri propri  HGW XX/7 si infila nella vita degli altri per apprenderne paure e debolezze da utilizzare come strumento di condizionamento. Nel leggere i libri e nell’ascoltare la musica di Georg la spia si rende conto che, se il socialismo della DDR perseguita la liberta’ di espressione di un uomo nella forma piu’ alta, e’ l’arte cio’ che deve essere salvata. Lo scrittore, in antitesi all’idea di Stalin che lo voleva ingegnere delle anime nell’ideologia socialista, e’ una porta attraverso cui si deve lasciar passare la luce di un mondo migliore in cui poter sperare. “ Come poteva pensare Lenin che fosse preferibile per la rivoluzione astenersi dall’ascoltare Beethoven?” dice Georg a Christa-Maria suggerendo a noi ed a HGW XX/7 uno dei grandi errori del socialismo del XX secolo, quello di voler spiegare, e di conseguenza regolare, ogni cosa secondo le leggi che sono alla base dello sviluppo sociale. Non spiegano tali leggi l’arcaica potenza dell’arte che accomuna e appassiona i due uomini. E’ piena di dignita’ la figura di HGW XX/7 coerente fino in fondo con il suo ideale di socialismo.

Pubblicato il 20/4/2007 alle 19.34 nella rubrica I film del mese.

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