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Primo maggio, un pensiero per i compagni di Portella e uno per Peppino Impastato

Domani saranno passati 60 anni da quel Primo Maggio 1947 quando a Portella della Ginestra 11 persone, 9 adulti e 2 bambini, furono uccisi durante una manifestazione contro il latifondismo e per il diritto ad occupare la terra incolta. Su quella strage, la cui responsabilita’ fu fatta ricadere solo ed unicamente sul bandito Giuliano, non e’ mai stata fatta pienamente luce. In particolare le indagini giudiziarie dell’epoca non appurarono le ragioni dell’eccidio ne tantomeno i suoi mandanti. Se la ricerca della verita’ si sta facendo intessante dal punto di vista storico e politico, come vorrebbero dimostrare le ultime ipotesi avanzate nel film Segreti di Stato, ci tengo in questa occassione a ricordare quelle undici persone la cui unica colpa fu quella di avere coraggio e fiducia in un mondo migliore ove rivendicare un pezzo di terra e spezzarsi la schiena sopra spettava pure a loro. E voglio ricordare anche Peppino Impastato, che di quei contadini avra’ parlato dalla sua Radio Aut il Primo Maggio del 1977, ucciso anche lui per aver avuto coraggio e fiducia in un mondo migliore.

Buon Primo Maggio a tutti.

Pubblicato il 30/4/2007 alle 19.26 nella rubrica Notizie dal mondo.

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